Insicurezza, atti vandalici, presenza di aree di degrado anche per effetto dell’abbandono di rifiuti, scarsità di parcheggi, promozione coordinata ed eventi non sufficienti: sono questi i temi maggiormente critici, emersi da un’approfondita analisi condotta nelle scorse settimane da Confcommercio attraverso un questionario compilato da circa 200 attività del centro storico.

SICUREZZA

 

Il 54% del campione giudica il centro storico poco sicuro, il 33% per niente sicuro, solo il restante 13% ritiene che il cuore della città sia sicuro.

Nello specifico, gli atti vandalici sono il fenomeno criminale percepito come più rilevante dal 55% dei commercianti, seguito dalle baby gang per il 51% , dati solo leggermente superiori a quelli relativi allo spaccio di stupefacenti e all’accattonaggio molesto, indicati rispettivamente dal 43,6% e dal 43% degli intervistati.

Differenziate sono le risposte delle imprese alla domanda sui fenomeni di criminalità che le hanno viste protagoniste: il 44% dichiara di non aver subito furti o rapine ed il 62% di non essere mai stata vittima di atti di vandalismo, contrariamente al 25% che rivela di essere stata soggetta a tentati furti ed al 35%, vittima di atti vandalici.

Per Massimo Marchesi, eletto ieri Presidente Confcommercio città di Modena “ci rendiamo conto delle complessità, accentuate dall’effetto congiunto di organici inadeguati delle Forze dell’Ordine e dell’arrivo di centinaia di sbandati sul nostro territorio, ma resto convinto del fatto che sulla sicurezza serva maggiore fermezza e soprattutto certezza della pena perché il lavoro dei nostri tutori dell’ordine non venga vanificato; ciò detto, nella consapevolezza che anche l’auspicata elevazione di fascia della Questura con il conseguente automatico incremento dell’organico in tutti i ruoli non sarà sufficiente a far fronte a tutte le emergenze, sarà sempre più necessario una corresponsabilità collettiva sul tema della sicurezza urbana: le attività sono pronte a fare la propria parte a fronte della messa in campo di azioni sperimentali condivise di controllo del territorio e su questo avremo modo di confrontarci con il Questore nelle prossime settimane”.

 

DEGRADO E PULIZIA

L’indagine evidenzia un altro elemento critico, legato al degrado urbano: il 39% delle attività ritiene che il decoro della città sia condizionato negativamente dalla presenza di edifici non manutenuti, dalla scarsa pulizia provocata dalla gestione problematica del passaggio al nuovo sistema di raccolta di rifiuti, che il 67% riteneva avrebbe fatto aumentare gli abbandoni, come è in effetti accaduto nelle prime settimane.

E’ evidente – commenta Marchesi – che la prima fase di trasformazione del sistema di raccolta rifiuti abbia presentato non pochi problemi: le imprese avevano già acquisito esperienza nella corretta differenziazione e quindi ci saremmo attesti che l’Amministrazione accompagnasse il percorso con maggiori e più efficaci azioni di informazione, comunicazione e sensibilizzazione nei confronti della cittadinanza. L’aspettativa è che nel breve termine possano essere risolti tutti i nodi ancora sul tappeto e che poi, una volta entrato in vigore il nuovo sistema e la nuova tariffazione, ci siano effettivi benefici sulla bolletta per chi, come i pubblici esercizi, di fatto non produce indifferenziato“.

 

ACCESSIBILITA’ E PARCHEGGI

Il terzo punto critico emerso è legato all’accessibilità alle aree del centro storico: il 42% lamenta una scarsità di parcheggi intorno al centro, problematica che secondo il 41% degli esercenti il parcheggio Novi Sad è stato in grado di risolvere solo in parte.

L’ampliamento delle aree Ztl in centro e nelle aree attorno ad esso, previsto dal nuovo Piano della Mobilità, è bocciato da oltre la metà dei commercianti: per il 59% limiterà l’accessibilità al centro storico danneggiando le attività, mentre secondo il 24% avrà un impatto positivo.

 

OFFERTA COMMERCIALE E PROMOZIONE

In merito all’offerta commerciale del centro, il 34% la valuta equilibrata, il 25% insufficiente e il 41% reputa ci sia uno sbilanciamento sul settore food, nel quale sono attive quasi 300 attività. Degno di nota il fatto che quasi la metà degli intervistati ritiene non siano sufficienti la promozione coordinata del centro e gli eventi organizzati, ed in particolare quelli di richiamo per turisti.

Per un centro sempre più vivo, attrattivo e dunque anche sicuro – conclude Marchesi – è necessario potenziare gli eventi organizzati e strutturare un calendario coordinato e ben promosso di iniziative, capace di meglio valorizzare le peculiarità della nostra città e articolato su tutto l’arco dell’anno”.